I film vincitori della quinta edizione del MyART International Film Festival

È “Khatemeh” di Hadi e Mehdi Zarei, il vincitore della V edizione del MyArt International Film Festival, la kermesse di cinema indipendente, promossa dall’Associazione Culturale Multietnica La Kasbah Onlus che si è svolta a Cosenza dal 9 al 12 dicembre. Il documentario ” Khatemeh”, si è aggiudicato il Premio “Sarah Maldoror”, in memoria della regista e attivista di origini guadalupegne, scomparsa nel 2020. 

Hadi e Mehdi Zarei, in collegamento dall’Iran, si sono detti onorati di ricevere un premio intitolato ad una regista che ha saputo raccontare con la sua camera la società africana e la sua voglia di riscatto e di affrancamento dalle logiche coloniali che per anni ne hanno bloccato l’indipendenza e lo sviluppo economico.

“Per essere riusciti a raccontare la storia di Khatemeh, quattordicenne afgana costretta a sposare l’ex marito di una sorella morta suicida. Lo sguardo degli autori si muove con grande empatia e discrezione verso una delle tante “storie invisibili” che vedono protagoniste giovani donne, vittime di soprusi e violenze, in contesti familiari spesso inaccessibili. Storie e voci che restano nell’ombra e ai margini della storia. Un film che è un documento, una testimonianza, un esempio di come il cinema abbia ancora un ruolo essenziale nel restituire memoria e trasformarci in testimoni attivi della nostra storia”.

Queste le motivazioni della giuria presieduta da Francesco Costabile, cui è stato consegnato, dal Circolo Culturale Cinepresi durante la serata conclusiva del festival, il Premio Calafilm 2021 per il documentario In un futuro aprile realizzato insieme a Federico Savonitto. Il giovane regista calabrese, che sarà prossimante nelle sale italiane con il suo primo lungometraggio di finzione dal titolo Una femmina, liberamente ispirato al libro inchiesta “Fimmine Ribelli” di Lirio Abbate sulle donne vittime di violenza nelle famiglie di ‘ndrangheta, racconta il Pasolini friulano, che attraverso la lingua e le tradizioni del mondo contadino, sperimenta le prime avventure amorose con alcuni giovani del posto. Il contatto con questa realtà lo porta anche all’impegno politico nel Partito Comunista e l’esperienza dell’insegnamento scolastico. La vita di Pier Paolo scorre attraverso la voce di Nico Naldini, poeta e cugino di Pasolini svelando due percorsi di vita inevitabilmente connessi. Entrambi, in quegli anni, assorbono la violenza estetica ed erotica di un mondo sconosciuto, che si svela nella sua cruda realtà: un universo che influenzerà tutta la successiva opera pasoliniana. Il premio sarà consegnato, gruppo di cinefili molto attivo nell’area urbana e partner del festival.

In giuria anche il produttore italoargentino della 39 Films Alfredo Federico, produttore di film come Soledad, Take Way e Conversazioni con altre donne, girato interamente in Calabria, e Matteo Ferrarini regista e sceneggiatore autore del documentario ETHBET (Piazza Tahir 10 anni dopo: cosa resta della primavera araba)  e del film, “L’ultima cattedrale”, realizzato nel gennaio 2021 in coproduzione con Small Boss e Palacios Film.

La giuria ha assegnato anche una menzione speciale al film documentario “Tony Driver” di Ascanio Petrini per la “per aver saputo affrontare l’urgente problematica della migrazione al confine tra Messico e Stati Uniti con grande originalità, senza scadere nei soliti cliché e ammiccando anche con maestria al mitico genere cinematografico nostrano Spaghetti Western, trasformando in opera cinematografica di alto spessore la rocambolesca realtà di Tony. Ascanio è riuscito a farci conoscere Tony in modo intimo e onesto dentro un documentario con un gran linguaggio cinematografico”.

Si aggiudica invece il premio per il miglior cortometraggio “Mousie” di David Barlett, (Inghilterra). Il premio intitolato a “Shady Habash”, il giovane videomaker egiziano morto in isolamento nel carcere di Tora (Egitto), è stato conferito dalla Fondazione Migrantes.

“Per essere riuscito ad affrontare le tematiche dell’intolleranza e del pregiudizio attraverso una favola nera mai così attuale che eleva magistralmente il racconto a livello universale, dove lo sguardo innocente della protagonista e i suoi silenzi fotografano il teatro di un mondo allo sbando fatto di carnefici senza scrupoli contrapposti ad eroi coraggiosi quanto sconosciuti. Per la regia attenta ed essenziale, la progressione del racconto incalzante e l’interpretazione coinvolgente ed emozionante dei suoi protagonisti. Oggi più che mai abbiamo bisogno di storie come questa.”

Mousie si aggiudica anche il premio delle scuole indetto dal “Liceo Scientifico e Linguistico Pitagora” e “l’Istituto di Istruzione superiore Da Vinci-Nitti”, partner consolidati del festival nell’ambito del MyArt For School

In giuria, per la sezione cortometraggi, Luigi D’Alife, documentarista e regista, autore di “Milky Way” girato in Italia nel 2020, che narra una storia di solidarietà nei confronti di migranti,  attraverso scorci di vita e graphic novel animate; Luca Coassin, direttore della fotografia, con oltre 400 produzioni all’attivo e più di 15 riconoscimenti internazionali, e  Severino Iuliano, giovane sceneggiatore calabrese con all’attivo diverse sceneggiature come il lungometraggio “Space Monkeys”, prodotto da Freak Factory e Rai Cinema e il cortometraggio “Lo Sport Nazionale”, prodotto da Lago Film. 

La giuria ha assegnato anche una menzione speciale a Shero, di Claudio Casale. 

“Per la scelta di trattare un tema difficile e complicato, ma quanto mai necessario, ed averlo fatto miscelando in modo sapiente la forza delle immagini e quella delle parole. Per l’utilizzo delle animazioni che riescono ad accompagnare la storia riuscendo a commuovere e far emozionare. Per aver posto al centro del racconto il tema della visibilità e la necessità di riscrivere nuove narrazioni rimettendo al centro i corpi, a partire da quelli che hanno deciso di uscire dal nascondimento a cui le convenzioni sociali li hanno costretti. Perché l’acido può sfregiare i visi, ma non i sogni e il coraggio.”

L’Associazione La Kasbah, promotrice del Festival, esprime grande soddisfazione per il buon esito di questa quinta edizione e dà appuntamento alla sesta edizione, nella convinzione che sia sempre più necessario continuare a raccontare e condividere attraverso il cinema, storie di resistenze, diritti negati e libertà riacquisite, perché un mondo migliore sia ancora possibile.

W il Cinema W il MyArt!

La giornata conclusiva del MyART Film Festival 2021

Si svolgerà domenica 12 dicembre, al Cinema San Nicola di Cosenza, la giornata conclusiva della quinta edizione del MyArt Film Festival 2021. Il festival incentrato sul tema dei diritti umani e migrazioni promosso dall’Associazione Culturale Multietnica La Kasbah, da molti anni attiva in Calabria nella promozione e tutela dei diritti dei migranti.

Dalle ore 18:00 ci sarà la consegna del Premio Calafilm 2021 a Francesco Costabile per il documentario In un futuro aprile realizzato insieme a Federico Savonitto. Il giovane documentarista calabrese, attualmente impegnato al suo primo lungometraggio di finzione dal titolo Una femmina, liberamente ispirato al libro inchiesta “Fimmine Ribelli” di Lirio Abbate sulle donne vittime di violenza nelle famiglie della ‘ndrangheta calabrese, racconta il Pasolini friulano, che attraverso la lingua e le tradizioni del mondo contadino, sperimenta le prime avventure amorose con alcuni giovani del posto. Il contatto con questa realtà lo porta anche all’impegno politico nel Partito Comunista e l’esperienza dell’insegnamento scolastico. La vita di Pier Paolo scorre attraverso la voce di Nico Naldini, poeta e cugino di Pasolini svelando due percorsi di vita inevitabilmente connessi. Entrambi, in quegli anni, assorbono la violenza estetica ed erotica di un mondo sconosciuto, che si svela nella sua cruda realtà: un universo che influenzerà tutta la successiva opera pasoliniana. Il premio sarà consegnato dal Circolo Culturale Cinepresi, gruppo di cinefili molto attivo nell’area urbana e partner del festival.

Alle ore 20:00 si procederà dunque alla premiazione finale. Al miglior documentario andrà il “Premio Sarah Maldoror”. Il premio in denaro di 2.500 euro, intitolato alla regista di origini guadalupegne è garantito dall’Associazione Culturale Multietnica La Kasbah. Riceverà invece il “Premio Shady Abbas” il video maker egiziano morto in carcere in Egitto durante una ingiusta detenzione, il miglior Cortometraggio dell’edizione 2021. Il premio in denaro, di 1.500 euro, è garantito dalla Fondazione Migrantes organismo pastorale della CEI.

La giornata si concluderà con la proiezione del primo lungometraggio di Ersin Çelik – The End Will Be Spectacular, l’autore sarà collegato per raccontare la sua esperienza cinematografica. Il regista turco esplora concetti come speranza, amicizia, sacrificio e perdita, nella lotta per la libertà di un gruppo di giovani in un clima di tensioni sociali e politiche degenerate in uno stato di guerra nella Siria del nord. Il film è girato tra Spagna, Kurdistan ed Iraq.

INGRESSO GRATUITO | adozione protocollo covid 19

PROGRAMMA COMPLETO: https://myartfilmfestival.com/programma-2021

Egitto e Iran: Storie di attivismo, libertà negate e resistenze. Evento speciale in collaborazione con Amnesty International

Il 10 dicembre 2021 a partire dalle ore 16.00, nella programmazione della quinta edizione del MyArt Film Festival, la kermesse cinematografica di cinema indipendente promossa dall’Associazione Culturale Multietnica La Kasbah Onlus in calendario a Cosenza dal 9 al 12 dicembre prossimo, si discuterà di Egitto ed Iran. Due Paesi, questi, dove ogni giorno avvengono repressioni e violazioni delle libertà fondamentali delle persone. Arresti, detenzioni arbitrarie e torture a danno di attiviste e attivisti che spendono la propria vita per difendere diritti universali.

In occasione della giornata mondiale dei diritti umani, il 10 dicembre 2021, il MyArt Film Festival, in collaborazione con Amnesty International, intende dare voce alle storie di chi per la difesa dei diritti rischia la propria libertà, attraverso la visione di 2 documentari Ethbet!, di Matteo Ferrarini Italia|Belgio|Francia|70’ e NASRIN di Jeff Kaufman USA | IRAN| 2020|92’, che per l’occasione sarà collegato dagli USA.

Ethbet! significa “Resisti!”, era la parola che durante i giorni della Rivoluzione del Nilo i Rivoluzionari di Piazza Tahrir gridavano per incitarsi a resistere. Ora che la Rivoluzione è fallita, che fine hanno fatto i rivoluzionari? Cosa succede quando un regime militare, riesce a rinforzarsi invece che cadere? Quando televisioni e giornalisti se ne vanno, cosa resta della rivoluzione e delle cause che l’hanno alimentata?

Ne parliamo con il regista Matteo Ferrarini e con Tina Marinari responsabile dell’ufficio campagne di Amnesty International.

A seguire proiezione del documentario Nasrin, sulla figura di Nasrin Sotoudeh, un’avvocatessa iraniana che nella sua lunga e ammirevole carriera, ha difeso i suoi assistiti dalla pena di morte e si è spesa per i diritti dei minori. Ha sfidato con il suo lavoro lenorme che obbligano le ragazze dopo i nove anni ad indossare il velo (hijab) e che prevedono pene umilianti e ingiuste, quali il carcere o le frustate, in caso di violazioni di questa norma. Nasrin è stata condannata a un totale di 38 anni e 148 frustate dopo due processi ingiusti perché ha difeso la scelta delle donne e delle ragazze di indossare o meno il velo. 

Attraverso la sua storia quella di tante donne che lottano contro un regime patriarcale che le vuole sottomesse e subalterne.

Parleremo del rapporto tra cinema e movimento dei diritti delle donne iraniane insieme al regista Jeff Kaufman e a Patrizia Fregonese de Filippo direttrice del Festival del Cinema d’Idea – Roma.

Si apre con l’evento speciale The Milky Way di Luigi D’alife la quinta edizione del MyArt Film Festival.

Ricco il cartellone degli eventi speciali previsti durante la kermesse cinematografica.

“The Milky Way” girato in Italia nel 2020 è la storia di solidarietà degli abitanti e dei pericoli affrontati dai migranti, raccontata attraverso scorci di vita e graphic novel animate sullo sfondo del mondo di montagna nella consapevolezza che – qui come in mare – nessuno si lascia da solo.

Venerdì 10 dicembre, in occasione della giornata mondiale dei diritti umani, la seconda giornata dell’edizione 2021 prevede l’evento speciale organizzato in collaborazione con SAI | Rete Accoglienza Integrazione ed AMNESTY Italia. Il collegamento dalla sede di romana di Amnesty la discussione “Egitto e Iran: Storie di attivismo, Libertà negate e resistenze” cercherà attraverso la voce di: Tina Marinari e Ilaria Masinara: responsabili dell’ufficio campagne di Amnesty International e Patrizia Fregonese de Filippo: direttrice Festival Cinema d’Idea Roma, di mettere a fuoco la condizione dei diritti nei due paesi interessati da forti conflitti e tensioni sociali.

Seguirà la Proiezione dei documentari: ETHBET (Piazza Tahir 10 anni dopo: cosa resta della primavera araba) di Matteo Ferrarini e NASRIN di Jeff Kaufman, sul movimento dei diritti delle donne iraniane. Sarà in collegamento Jeff Kaufman dagli USA.

La storia di Soledad Rosas e Edoardo Massari, è una storia di amore, passione e separazione. Entrambi diventeranno simbolo del movimento anarchico italiano in una vicenda dai tratti ancora oscuri. Nel 2002, la Corte di Cassazione ha lasciato cadere l’accusa di sovversione e terrorismo per mancanza di prove mossa nei loro confronti. L’evento speciale che prevede la proiezione del documentario SOLEDAD di Augustine Macri è in programma sabato 11 dicembre.

Domenica 12 dicembre sarà l’occasione per consegnare il Premio Calafilm 2021. La premiazione a cura dell’Associazione Culturale Cinepresi consegnerà il premio a Francesco Costabile per il documentario In un futuro aprile realizzato insieme a Federico Savonitto. È il racconto del Pasolini friulano, che attraverso la lingua e le tradizioni del mondo contadino, sperimenta le prime avventure amorose con alcuni giovani del posto. Il contatto con questa realtà lo porta anche all’impegno politico nel Partito Comunista e l’esperienza dell’insegnamento scolastico. La vita di Pier Paolo scorre attraverso la voce di Nico Naldini, poeta e cugino di Pasolini svelando due percorsi di vita inevitabilmente connessi. Entrambi, in quegli anni, assorbono la violenza estetica ed erotica di un mondo sconosciuto, che si svela nella sua cruda realtà: un universo che influenzerà tutta la successiva opera pasoliniana.

La giornata si concluderà con la proiezione del primo lungometraggio di Ersin Çelik | The End Will Be Spectacular. Il regista esplora concetti come speranza, amicizia, sacrificio e perdita, nella lotta per la libertà di un gruppo di giovani in un clima di tensioni sociali e politiche degenerate in uno stato di guerra.

Nominata la giuria del MyART 2021

Documentari e cortometraggi saranno giudicati da Alfredo Federico, Francesco Costabile, Matteo Ferrarini, Luigi D’Alife, Luca Coassin e Severino Iuliano.

Stanno davanti e dietro la macchina da presa per raccontare i drammi e le speranze di un mondo che cambia un giorno dopo l’altro: produttori, documentaristi, direttori della fotografia, sceneggiatori e registi; sei esperti giudicheranno i documentari e i cortometraggi in concorso alla quinta edizione del MyArt Film Festival in programma a Cosenza dal 9 al 12 dicembre 2021.

Si tratta di Alfredo Federico, Francesco Costabile e Matteo Ferrarini per la sezione documentari; Luigi D’Alife, Luca Coassin e Severino Iuliano per la sezione cortometraggi.

Alfredo Federico Nel 2011 ha fondato la 39 FILMS in Italia, casa di produzione cinematografica indipendente. In precedenza, a Buenos Aires, ha partecipato alla fondazione di Costa Films Buenos Aires (COO), dove ha lavorato e stretto contatto con The Latin American Film Fund, una joint venture con The Weinstein Company e MUBI (cineteca online). È stato coinvolto in molti film d’autore di alto profilo, come: Elite Squad diretto da Jose Padilha (Berlin Film Festival, vincitore dell’Orso d’Oro, 2008), The burning plain diretto da Guillermo Arriaga (Festival di Venezia, in Concorso Ufficiale, 2008), The artist di Mariano Cohn & Gaston Duprat (Produttore Esecutivo, Festival del Cinema di Roma, in Concorso Ufficiale, 2008) e Maledetta estate di Luís Ortega (Produttore Esecutivo, 2010). In Italia, nel 2014 ha prodotto Francis of Buenos Aires, documentario su papa Francesco, uscito in Italia con più di 300 schermi. Nel corso del 2016 ha prodotto e diretto Coming From, documentario sulla cultura Rom, girato in Gran Bretagna, Belgio, Croazia, Bulgaria e Italia. Coming From ha vinto il premio Umbria in Celluloide durante il Perso Film Festival 2016. Inoltre, nel 2016, ha prodotto un lungometraggio Cetaceos (RIFF 2017 Roma Indipendence Film Festival). Nel corso del 2017 il documentario Food on the go (San Sebastian Film Festival 2017) e Caffè sospeso, entrambi acquisiti da NETFLIX per la distribuzione mondiale. Nel corso del 2018 ha prodotto il film Soledad, presentato in molti festival cinematografici internazionali. Attualmente è in post-produzione con il lungometraggio Negative numbers (coproduzione con Georgia e Francia). Le produzioni in lavorazione includono il documentario The brown heart of asia, il lungometraggio The andromeda galaxy (con Kosovo) e Conversazioni con altre donne (Remake).

Francesco Costabile frequenta il DAMS di Bologna e in quegli anni realizza il suo primo cortometraggio, La sua gamba (2001), vincitore del Bellaria Film Festival (2002). Studia regia al Centro Sperimentale di Cinematografia dove realizza i corti L’armadio e Dentro Roma, quest’ultimo vincitore del Nastro d’argento al miglior cortometraggio, del premio per la migliore fotografia all’Arcipelago Film Festival del 2006 e candidato al David di Donatello come miglior cortometraggio italiano. Scrive diverse sceneggiature a tematica queer tra cui Fuoco all’anima (scritto insieme con Josella Porto, finalista al Premio Solinas 2007 storie per il cinema, liberamente ispirato al Delitto di Giarre del 1980) e Cavalli marini (sul tema della transgenitorialità, vincitore del premio di coproduzione MIBACT – CNC Brasile).

Si dedica poi al documentario realizzando due film sul costumista Piero Tosi (L’abito e il volto, 2009, premio del pubblico al Biografilm Festival 2010, e Piero Tosi 1690, 2014) e collabora con il regista Gianni Amelio curando nel 2014 il casting e la documentazione di Felice chi è diverso documentario sul rapporto tra società e omosessuali nel ‘900. Continua la sua ricerca nell’ambito dei Biopic con In un futuro aprile documentario su Pier Paolo Pasolini ed il suo legame con il Friuli e la lingua friulana che vede la partecipazione straordinaria di Nico Naldini poeta e cugino di Pasolini. Il documentario è stato finalista ai Nastri D’Argento 2021 ed ha vinto numerosi premi: Menzione speciale alla 16th Edizione del Biografilm Festival di Bologna, Miglior Film e Premio Sky Arte alla 38th Edizione dell’Asolo Art Film Festival.

Attualmente è impegnato al suo primo lungometraggio di finzione dal titolo Una femmina, prodotto da O’Groove e Tramp srl, liberamente ispirato al libro inchiesta “Fimmine Ribelli” di Lirio Abbate sulle donne vittime di violenza nelle famiglie della ‘ndrangheta calabrese.

Matteo Ferrarini ha esordito nel 2011 con Jali Road, progetto totalmente indipendente ed autoprodotto, girato in Malawi e presentato in concorso al Rome Independent Film Festival nel 2011. Il suo secondo film, Buracos, è stato girato in Brasile nel 2012 e selezionato in diversi festival internazionali, così come Nar per fer, co-prodotto da Small Boss e Decima Rosa e girato col contributo della Trentino Film Commission. Il suo ultimo film, L’ultima cattedrale, realizzato nel gennaio 2021 in coproduzione con Small Boss, Palacios Film è stato girato con il contributo della Regione Emilia-Romagna, del MIBACT, BBC, France Tèlèvision, RTBF è stato trasmesso, oltre che in Italia, in Brasile, Svezia e Croazia, anche sulla piattaforma Netflix.

Classe 1986 di origine crotonese, Luigi D’Alife è documentarista e regista. A partire dal 2009 inizia la sua attività da videomaker realizzando diversi reportage e instant-video su tematiche sociali e di attualità, ricercando un punto di vista esterno a quello dei mezzi di informazione mainstream. Implementa la sua attività approfondendo e appassionandosi in particolare alla questione curda ed a quella dei confini. In diverse occasioni viaggia attraverso il sud-est della Turchia, l’Iraq e la Siria. A settembre 2015 fa parte della prima delegazione internazionale a riuscire a entrare nella città di Cizre a meno di 48 ore dalla fine del coprifuoco. Dalla volontà di raccontare questa esperienza nasce il corto-documentario “Il massacro di Cizre” (2015 – 16′). Nel marzo del 2016 parte nuovamente alla volta della Siria per realizzare un film sul confine che divide il Kurdistan Rojava (Siria) dal Kurdistan Bakur (Turchia). A maggio 2017 pubblica il suo primo lungometraggio “Binxet – Sotto il confine” (2017 – 94′), che racconta la condizione del popolo curdo che subisce la violenza dell’esercito turco in Kurdistan dopo l’accordo stretto in materia d’immigrazione tra Unione Europea e Turchia. Il film, accompagnato dalla voce narrante dell’attore Elio Germano, partecipa a diversi film festival riscuotendo un ottimo successo di pubblico e critica. All’inizio del 2018 è di nuovo sul confine, quello tra Italia e Francia, per raccontare il viaggio dei migranti che provano a raggiungere la Francia attraverso i valichi alpini. Realizza alcuni brevi reportage che vengono mandati in onda nel programma “Propaganda live” e il docu-reportage “Il confine occidentale” (2018 – 20′). Alla fine del 2018 entra a far parte del collettivo SMK Videofactory con il quale realizza il suo secondo lungometraggio, “The Milky Way”.

Luca Coassin nasce a Udine nel 1967.  È membro dell’AIC e IMAGO. Presso L’IED di Milano/Roma nel 1987 consegue il diploma in fotografia con portfolio in still life, moda e ritratto. In seguito la borsa di studio e diploma in direzione della fotografia   presso il CSC di Roma (1990) avendo come docente Giuseppe Rotunno (ASC, AIC). Dal 1990 ad oggi firma la fotografia di 32 lungometraggi, 30 documentari e 120 cortometraggi oltre a numerosi spot pubblicitari. Cresciuto professionalmente con la pellicola lavora con tutti i formati digitali esistenti sul mercato alternandosi fra produzioni italiane e straniere. Firma la fotografia per spot pubblicitari per brend Armani, Longchamp   Hennessy e molti altri. Per tutti i film firmati e per più di 400 produzioni è inoltre operatore steadicam. Riceve 15 riconoscimenti internazionali come migliore fotografia: Fra questi: Dubai film festival 2008 con il film “Casanegra” e migliore fotografia Cittadella del corto film “Retreating”, recentemente premiato (2021) all’Indie New York film festival come migliore fotografia per il corto “the dawn” con Iggy Pop.  Occasionalmente anche docente per seminari e workshop presso università italiane e estere. Partecipa a diversi festival in veste di giurato fra cui Il Manaki brother film festival (2017) presso il quale nel 2016 vince la migliore fotografia con il corto “Le pArk”.

In contemporanea alla professione di cinematographer, partecipa in veste di fotografo ad esposizioni e produzioni fotografiche   come ad esempio “100 fammes” (Marocco 2017). Negli ultimi 4 anni è anche regista di video e corti musicali per cantanti e musicisti italiani e arabi. Ultimo lavoro “GoldbergSerpentineLove”, corto musicale su musiche di Bach per Piano fvg, proiettato in sezione parallela all’ultimo festival del cinema di Venezia.

Severino Iuliano è nato a Crotone il 22 Luglio 1982, nel 2011 si aggiudica il “Premio Luigi Bandera” al Baff (Busto Arsizio Film Festival) e la Menzione Speciale della giuria al Sonar Script 2011, firmando la sceneggiatura del lungometraggio “Il Gran Finale”. Sceneggiatore dei cortometraggi “Fulgenzio” (2012) e “Penalty” (2016), quest’ultimo finanziato dal MIBACT e vincitore di numerosi premi tra l’Italia e l’estero, tra cui il Globo d’Oro come “Miglior Cortometraggio”, il premio Siae “I love GAI” alla Mostra Cinematografica di Venezia, la cinquina finalista ai Nastri D’Argento e le selezioni ufficiali in 4 festival del circuito Oscar (Gijon, Nashville, Athens, Odense). Nel 2018 ha sceneggiato il cortometraggio musical “Beauty”, nel 2019 ha svolto il ruolo di script editor del lungometraggio “La Partita”. Nel 2020 ha sceneggiato il lungometraggio “Space Monkeys”, prodotto da Freak Factory e Rai Cinema e il cortometraggio “Lo Sport Nazionale”, prodotto da Lago Film.   

Selezionati i film in concorso per l’edizione 2021

Si tratta di documentari e cortometraggi provenienti da Iran, Israele, Corea del Sud, Malesia, Tunisia, Sudan, Italia, Norvegia ed Inghilterra.

Un tassista di professione, emigrato all’età di 9 anni dall’Italia negli Usa, dopo un blitz anti-immigrazione alla frontiera con il Messico è costretto a scegliere: la galera in Arizona, o la deportazione in Italia per dieci anni; Il conflitto interiore di un afro-israeliano alle prese con il carattere violento del padre rifugiato; Un ragazzo di 19 anni nato e cresciuto a Taranto decide di lasciare tutto e di partire come volontario nelle zone più drammatiche del pianeta; Tre donne, vittime di tratta, provano ad uscire dallo stato di schiavitù diventando esse stesse speranza per altre donne; Un uomo condannato a morte ingiustamente e rilasciato dopo 22 anni deve affrontare una nuova sfida: sopravvivere alla libertà; Un giovane ragazzo ritrova la vita dopo la fuga da un campo profughi in Bangladesh, dove la comunità Rohingya è perseguitata dalle forze militari del Myanmar.

Queste e tante altre le storie che raccontano i film in concorso alla quinta edizione del MyArt International Film Festival, il festival del cinema dedicato alle migrazioni ed ai diritti umani che si svolgerà a Cosenza dal 9 al 12 dicembre, presso il Cinema San Nicola.

Dieci i documentari che i giurati del festival saranno chiamati a valutare per l’assegnazione del premio Sarah Maldoror dedicato alla memoria della regista guadalupense, scomparsa nel 2020 a causa della pandemia. Il premio in denaro, di euro 2.500 è garantito dall’Associazione Culturale Multietnica “La Kasbah” onlus, promotrice ed organizzatrice del festival cinematografico.

I documentari ammessi a concorso sono: La visione dei vinti diTommaso Cotronei; Khatemeh di Hadi e Mehdi Zarei; –Tony Driver di Ascanio Petrini; A declaration of love di Marco Speroni; La febbre di Gennaro di Daniele Cini; Man kind man di Iacopo Patierno; Sue di Elisabetta Larosa; Begzor Begzar di Bijan Anquetil; Chancela the new black di Boaz Rosenberg ed Un giorno la notte di Michele Aiello e Michele Cattani.

I film scelti nella categoria cortometraggi, raccontano anch’essi storie di sopraffazione e riscatto, cultura e tradizione di un mondo di cui poco o niente ci viene raccontato. A contendersi il Premio Shadi Habash, conferito dalla Fondazione Migrantes e pari ad euro 1.500, saranno dieci registi di tre diversi continenti, Europa, Asia ed Africa. I titoli selezionati sono: Stupid, naive & lucky di Giulio Tonincelli; Bølgeblikk (waves) di Camilla Roman; Cefalea di Kim Hyejin; Inner Self di Mohammad Hormozi; The cloud is still ther di Mickey Lai; Mousie di David Bartlett; Al-sit di Suzannah Mirghani; Shero diClaudio Casale; Come a Mìcono di Alessandro Porzio; Plague under the olive tree di Youssef Ksentini. 

Anche quest’anno, dunque, il MyArt Film Festival vuole accendere una luce su tematiche e storie che propongono una narrazione alternativa dei fenomeni migratori e dei diritti umani.

Leggi le schede dei film

Prorogate le iscrizioni al MyART Film Festival 2021

I lavori possono esseri presentati entro il 2 settembre 2021

Sono prorogate al 2 settembre le iscrizioni alla quinta edizione del MyART International Film Festival, il festival di cinema indipendente che si svolgerà a Cosenza dal 26 al 29 ottobre 2021.

Il Festival, organizzato dal 2017 dall’Associazione Culturale Multietnica “La Kasbah” Onlus di Cosenza, promuove la tutela dei diritti umani attraverso il cinema.

Il MyART si propone di sostenere e diffondere opere cinematografiche in grado di superare la semplice testimonianza per diventare un cinema attivo, impegnato, attento al futuro delle nuove generazioni: un laboratorio che coinvolga i registi, i produttori e soprattutto gli spettatori rendendoli parte attiva nella costruzione di un nuovo concetto di cittadinanza globale capace di coniugare la tutela dei diritti umani con il rispetto delle diversità.

Anche per la prossima edizione il MyART International Film Festival sarà suddiviso in differenti sezioni:

Film documentari (durata minima 60 min.) su tematiche relative alla tutela dei diritti umani, con particolare attenzione ai fenomeni migratori e al rispetto delle differenze (religione, genere, orientamento sessuale, etnia, etc).

Il vincitore della sessione documentari si aggiudicherà il Premio Sarah Maldoror (2.500 euro in denaro).

Cortometraggi di fiction (durata massima 30 min.) su tematiche relative alla tutela dei diritti umani, con particolare attenzione ai fenomeni migratori e al rispetto delle differenze (religione, genere, orientamento sessuale, etnia, etc).

Il vincitore della sessione cortometraggi si aggiudicherà il Premio Shady Habash (1.500 euro in denaro).

Film documentari e cortometraggi di fiction di autori calabresi, o ambientati in Calabria, o prodotti da produzioni calabresi aventi un soggetto, un’idea, un progetto che rappresenti o guardi al territorio in maniera originale. Il premio potrà essere assegnato anche figure della cinematografia calabrese che si siano particolarmente distinte in ambito nazionale e internazionale.

Al miglior lavoro documentario sarà assegnato il Premio CalaFilm di 700,00 euro in denaro.

Al miglior lavoro cortometraggio di fiction sarà assegnato il Premio CalaFilm di 300,00 euro in denaro.

Anteprime e/o opere recenti di registi affermati, film acclamati dalla critica o premiati nei maggiori festival internazionali su tematiche relative alla tutela dei diritti umani, con particolare attenzione ai fenomeni migratori e al rispetto delle differenze (religione, genere, orientamento sessuale, etnia, etc).

La call per la candidatura di documentari e cortometraggi si chiuderà il 2 settembre 2021.

Come ogni anno la direzione del festival nominerà una giuria internazionale che giudicherà i film in concorso. Ne hanno già fatto parte, nelle edizioni passate, Daniele Ciprì, Wilma Labate, Gianfranco Pannone, Andrea Segre, Ilir Butka, Alessandro Di Gregorio, Anna Ramskogler-Witt, Corrado Giustiniani, Valerio Cataldi, Daniele Gaglianone, Serena Gramizzi, Alessandro Grande, Aldo Iuliano e Mario Vitale.

Possono partecipare alle sezioni in competizione, film documentari e cortometraggi – preferibilmente in anteprima italiana – prodotti dopo il 1° gennaio 2019.

Per iscrivere i film è necessario compilare la scheda d’iscrizione sul sito www.myartfilmfestival.com e inviare il film in lingua originale (sottotitolato in italiano) all’indirizzo submit@myartifilmfestival.it con user e password, seguendo le modalità indicate nell’entry form.

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MyART International Film Festival

Migrazioni e Diritti Umani nel cuore del Mediterraneo #5

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MyArt e Centro Culturale Cinepresi insieme per la quinta edizione

Il CalaFilm si trasforma quest’anno in una sezione specifica all’interno della cornice del MyART Film Festival 2021

La quinta edizione del MyART Film Festival si arricchisce della collaborazione con il Centro Culturale Cinepresi. La collaborazione intrapresa è il frutto della condivisione di obiettivi e finalità, oggi la Calabria che è collocata all’interno di uno scenario complesso ed affascinante come il Mediterraneo, in continuo mutamento e sempre in grande fermento politico e culturale offre l’opportunità a registi e produzioni calabresi, di narrare le storie che in tale contesto s’intrecciano.

Il CalaFilm si trasforma dunque quest’anno in una sezione specifica all’interno della cornice del MyART Film Festival. Sono confermate, così come nelle precedenti edizioni del CalaFilmFest, le sezioni del cortometraggio e del documentario: opere di autori calabresi, o ambientati in Calabria, o sostenuti da produzioni calabresi aventi un soggetto, un’idea, un progetto che rappresenti o guardi al territorio in maniera originale.

Al miglior lavoro documentario sarà assegnato il Premio CalaFilm di 700,00 euro in denaro.

Al miglior lavoro cortometraggio di fiction sarà assegnato il Premio CalaFilm di 300,00 euro in denaro.

Il premio, inoltre, potrà essere assegnato anche a figure della cinematografia calabrese che si siano particolarmente distinte in ambito nazionale e internazionale.

Per partecipare alla quinta edizione del festival, che si svolgerà a Cosenza dal 26 al 30 Ottobre prossimo, basta leggere il regolamento e compilare il FORM.

Tutti i lavori possono essere presentati fino al 31 luglio 2021.

Aperte le iscrizioni al MyART 2021

I lavori possono esseri presentati entro il 31 luglio 2021

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni alla quinta edizione del MyART International Film Festival, il festival di cinema indipendente che si svolgerà a Cosenza dal 26 al 29 ottobre 2021.

Il Festival, organizzato dal 2017 dall’Associazione Culturale Multietnica “La Kasbah” Onlus di Cosenza, promuove la tutela dei diritti umani attraverso il cinema.

Il MyART si propone di sostenere e diffondere opere cinematografiche in grado di superare la semplice testimonianza per diventare un cinema attivo, impegnato, attento al futuro delle nuove generazioni: un laboratorio che coinvolga i registi, i produttori e soprattutto gli spettatori rendendoli parte attiva nella costruzione di un nuovo concetto di cittadinanza globale capace di coniugare la tutela dei diritti umani con il rispetto delle diversità.

Anche per la prossima edizione il MyART International Film Festival sarà suddiviso in differenti sezioni:

Film documentari (durata minima 60 min.) su tematiche relative alla tutela dei diritti umani, con particolare attenzione ai fenomeni migratori e al rispetto delle differenze (religione, genere, orientamento sessuale, etnia, etc).

Il vincitore della sessione documentari si aggiudicherà il Premio Sarah Maldoror (2.500 euro in denaro).

Cortometraggi di fiction (durata massima 30 min.) su tematiche relative alla tutela dei diritti umani, con particolare attenzione ai fenomeni migratori e al rispetto delle differenze (religione, genere, orientamento sessuale, etnia, etc).

Il vincitore della sessione cortometraggi si aggiudicherà il Premio Shady Habash (1.500 euro in denaro).

Film documentari e cortometraggi di fiction di autori calabresi, o ambientati in Calabria, o prodotti da produzioni calabresi aventi un soggetto, un’idea, un progetto che rappresenti o guardi al territorio in maniera originale. Il premio potrà essere assegnato anche figure della cinematografia calabrese che si siano particolarmente distinte in ambito nazionale e internazionale.

Al miglior lavoro documentario sarà assegnato il Premio CalaFilm di 700,00 euro in denaro.

Al miglior lavoro cortometraggio di fiction sarà assegnato il Premio CalaFilm di 300,00 euro in denaro.

Anteprime e/o opere recenti di registi affermati, film acclamati dalla critica o premiati nei maggiori festival internazionali su tematiche relative alla tutela dei diritti umani, con particolare attenzione ai fenomeni migratori e al rispetto delle differenze (religione, genere, orientamento sessuale, etnia, etc).

La call per la candidatura di documentari e cortometraggi si chiuderà il 31 luglio 2021.

Come ogni anno la direzione del festival nominerà una giuria internazionale che giudicherà i film in concorso. Ne hanno già fatto parte, nelle edizioni passate, Daniele Ciprì, Wilma Labate, Gianfranco Pannone, Andrea Segre, Ilir Butka, Alessandro Di Gregorio, Anna Ramskogler-Witt, Corrado Giustiniani, Valerio Cataldi, Daniele Gaglianone, Serena Gramizzi, Alessandro Grande, Aldo Iuliano e Mario Vitale.

Possono partecipare alle sezioni in competizione, film e video – preferibilmente in anteprima italiana – prodotti dopo il 1° gennaio 2019.

Per iscrivere i film è necessario compilare la scheda d’iscrizione sul sito www.myartfilmfestival.com e inviare il film in lingua originale (sottotitolato in italiano) all’indirizzo submit@myartifilmfestival.it con user e password, seguendo le modalità indicate nell’entry form.

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MyART International Film Festival

Migrazioni e Diritti Umani nel cuore del Mediterraneo #5

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I film vincitori della quarta edizione del MyART International Film Festival

È “Nardjes A. – Un giorno nella vita di una manifestante algerina” di Ainouz Karim, il vincitore della quarta edizione del MyART International Film Festival.

Al film di Ainouz va il Premio Sarah Maldoror, regista e attivista scomparsa quest’anno. Il premio è stato conferito dal Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati SIPROIMI

È stata proprio una delle due figlie della Maldoror, Annuchka De Andrade, in collegamento dalla Francia, ad annunciare al regista brasiliano le motivazioni della giuria.

Ainouz Karim, in collegamento da Berlino, si è detto molto felice e onorato di aver ricevuto un premio intitolato a Sarah Maldoror, una regista che ha saputo raccontare con la sua camera la società africana e la sua voglia di riscatto e di affrancamento dalle logiche coloniali che per anni ne hanno bloccato l’indipendenza e lo sviluppo economico.

Il film di Ainouz sarà distribuito nelle sale italiane dal 2021 dalla Reading Bloom di Maria Letizia Gatti.

Per la sua capacità di mostrare, con freschezza e speranza, la lotta e la responsabilità politica di una giovane attivista algerina – personaggio femminile, energico e potente investito da una missione di volontà di cambiamento del proprio paese; per la capacità del regista di farci provare una forte empatia nei confronti della protagonista Nardjes e degli altri manifestanti, portandoci senza filtri al loro fianco, nel cuore della protesta; e ancora per la rottura degli stereotipi sulla condizione della donna nei paesi del Nord Africa: al fianco di Nardjes, infatti, troviamo molte altre donne «combattenti», di diverse generazioni: queste le motivazioni con cui la giuria composta da Daniele Gaglianone, Serena Gramizzi e Valerio Cataldi ha inteso assegnare il premio al toccante lavoro di Ainouz.

“Exam” di Sonia K. Hadad (Iran) invece si è aggiudicata il Premio Shady Habash, conferito dalla Fondazione Migrantes, per il miglior cortometraggio. “Per aver raccontato con una tensione crescente, con uno stile di ripresa asciutto ed un sapiente utilizzo del tempo cinematografico la giornata di una adolescente costretta a vivere una vita che non desidera” così la giuria composta dai giovani registi calabresi Alessandro Grande (in concorso al 38° Torino Film Festival con la sua opera prima REGINA), Aldo Iuliano (anch’egli in uscita con il suo primo lungometraggio Space Monkeys) e Mario Vitale (autore de L’Afide e la Formica, suo primo lungometraggio). La giuria ha anche inteso dare una menzione speciale al cortometraggio “I am afraid to forget your face” di Alaa Sameh, Egitto “Per aver saputo sintetizzare in un piccolo film l’impossibilità’ di vivere una storia d’amore, utilizzando un abito che il più delle volte è ritratto al cinema soltanto per parlare di differenze culturali e pregiudizi“. Entrambi i cortometraggi sono distribuiti in Italia dalla Zen Movie di Giulio Mastromauro, vincitore del David di Donatello 2020 per il miglior cortometraggio con il suo “Inverno”.

Una edizione forzatamente on line, ma molto partecipata (quasi 1500 collegamenti principalmente dall’Italia, ma non sono mancati i collegamenti anche da altri paesi europei e dell’area del mediterraneo), quella che si è chiusa sabato 12 sui canali ufficiali del festival.

Tanti i documentari e i cortometraggi in visione provenienti da diverse nazionalità Italia, naturalmente, ma anche Francia, Spagna, Iran, Pakistan, Brasile, Israele e Egitto.

Molti anche gli eventi organizzati dalla direzione del festival, promosso dall’Associazione Culturale Multietnica “La Kasbah” onlus. Interessanti in particolare il panel di apertura su “Che ne sarà del cinema? Riflessioni sugli scenari post-Covid” a cui hanno partecipato: Maddalena Mayneri | Presidente di Cortinametraggio e portavoce Casa dei Festival; Simone Gandolfo | delegato ai rapporti territoriali AGICI; Mauro Morucci | Direttore tecnico dell’Italian Film Festival di Berlino; Jessica Granato | Portavoce di Rete Cinema Calabria; Leon Pantarei | Portavoce di Approdi. Lavoratrici e lavoratori della cultura e dello spettacolo Calabria. Altrettanto interessanti i panel sui diritti umani in particolare: quello sulle discriminazioni subite dagli LGBTIQ+, a cui hanno partecipato Wajahat Abbas Kazmi | Regista del bellissimo documentario Allah Loves Equality, Lucia Iuzzolini | Servizio Centrale Sai/Siproimi, Cristina Franchini | UNCHR, Mazen Massaoud | MIT (Mov. Identità Trans), Silvio Cilento| Referente sportello Migrazioni – Eos Arcigay Cs, Donatella Loprieno e Valentina Fedele | Centro interdipartimentale Women’s Studies UNICAL; e quello sulla condizione dei diritti umani in Egitto che ha visto la partecipazione di Raccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

L’Associazione promotrice esprime la sua particolare soddisfazione per il buon esito di questa quarta edizione dando appuntamento alla quinta edizione, con l’augurio e la speranza che si possa presto ritornare a fruire degli spettacoli cinematografici, nelle sale e dal vivo.

I film in concorso al MyART 2020

Documentari e cortometraggi provenienti da Israele, Iran, Francia, Spagna, Egitto, Brasile, Pakistan e Italia.

Il sogno di una ragazza di Zanzibar, combattuta tra il desiderio di farsi una famiglia e quello dell’emancipazione attraverso un livello più alto di istruzione e una carriera; il rammarico di un palestinese collaboratore delle forze di sicurezza israeliane che aiutava gli ebrei a comprare terre dai palestinesi; l’inferno, gli orrori, le sofferenze e le cicatrici indelebili della guerra raccontata attraverso l’obiettivo di quattordici fotoreporter; la rivolta popolare contro la candidatura del presidente Bouteflika, in corsa per un quinto mandato, scoppiata in Algeria nel marzo 2019 e sfociata nella “Rivoluzione del sorriso”; le esistenze di Wail, Mario, Donato e Damas in un quartiere di confine di Torino; le vite di Kebba, James, Edward, Seedia, Lamin e Joseph in una valle dell’entroterra italiano che come tante si sta spopolando; e lo sguardo materno sulla realtà dei bambini Maya.

C’è tutto questo nei film in concorso per la quarta edizione del MyArt Film Festival, che quest’anno si svolgerà in modalità online dal 9 al 12 dicembre. Sette documentari tra i quali la giuria composta da Valerio Cataldi, Daniele Gaglianone e Serena Gramizzi sceglierà il vincitore del premio di 3.000 euro conferito dal Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per i minori stranieri non accompagnati (Siproimi) e dedicato alla regista della Guadalupa Sarah Maldoror. Si tratta di “Ndoto Ya Samira (Samira’s dream)” di Nino Tropiano; “Socher Hakarkaot (Around the bed of a dying collaborator)” di Tal Michael T e David Ofek; “In prima linea” di Francesco Del Grosso e Matteo Balsamo; “Nardjes A. – Un giorno nella vita di una manifestante algerina” di Karim Ainouz ; “Aurora” di Giuseppe Bisceglia; “Ghiaccio” di Tomaso Clavarino e “Ninos Maya” di Veronica Succi.

Sul fronte dei cortometraggi in concorso, la cui valutazione finale è affidata a Alessandro Grande, Aldo Iuliano e Mario Vitale – per l’assegnazione del premio di 1.500 euro conferito dalla Fondazione Migrantes e intitolato al videomaker egiziano Shady Habash – ci sono la storia di un’adolescente coinvolta nella consegna di un pacchetto di cocaina in “Exam” di Sonia K. Hadad; il viaggio in autobus di una donna incinta che sta andando dal suo medico e si ribella al patriarcato in “May I have this seat?” di Tabish Habib; i dilemmi morali di un caporale nei campi del Sud in “Sottosuolo” di Antonio Abbate; il freddo nella stagione più dura nella comunità di giostrai greci in “Inverno” di Giulio Mastromauro; Paura e intolleranza nel Paese della Liberté, Égalité, Fraternité in “Deux options” di Gon Caride; i progetti di un donna di mezza età che si rivolge a un’agenzia matrimoniale per ingaggiare un’attraente e ignara ragazza in “The blue bed” di Alireza Kazemipour; gli ostacoli di Christian che vuole mandare il fratello a scuola in “Giusto il tempo per una sigaretta” di Valentina Casadei; il primo difficile amore tra due giovani compagni di classe, in un solo giorno, in “Marina, Marina!” di Sergio Scavio; il sogno di Klaudio di diventare un giocatore di basket in un’Albania pericolosa in “Klod” di Giuseppe Marco Albano; le fatiche di Adam che dopo 82 giorni è pronto a tutto pur di rivedere la sua amata in “I am afraid to forget your face” di Sameh Alaa.

Film in concorso | 2020

Nominata la giuria del MyART 2020

Documentari e cortometraggi saranno giudicati da Valerio Cataldi, Daniele Gaglianone, Serena Gramizzi, Alessandro Grande, Aldo Iuliano, Mario Vitale.

Stanno davanti e dietro la macchina da presa per raccontare i drammi e le speranze di un mondo che cambia un giorno dopo l’altro: giornalisti, documentaristi, produttori e registi; sei esperti giudicheranno i documentari e i cortometraggi in concorso alla quarta edizione del MyArt Film Festival. Si tratta di Valerio Cataldi, Daniele Gaglianone e Serena Gramizzi per la sezione documentari; Alessandro Grande, Aldo Iuliano e Mario Vitale per la sezione cortometraggi.

Valerio Cataldi è Inviato speciale della Rai: è specializzato sui temi sociali e del crimine organizzato. Ha seguito le rotte dell’immigrazione dal Niger al nord Africa ai Balcani e nel cuore del Mediterraneo si é imbarcato decine di volte su mezzi di ricerca e soccorso sin dal 2007, nel 2015 é salito a bordo della Bourbon Argos, la prima nave sar di Medici senza frontiere dopo la chiusura dell’operazione italiana Mare Nostrum. Autore di documentari e reportage che hanno vinto premi internazionali, ha curato mostre multimediali sull’immigrazione inaugurate dal Presidente della repubblica a Lampedusa e alla Camera dei Deputati. Il suo scoop che documenta le docce antiscabbia cui venivano sottoposti i migranti a Lampedusa, ha fatto il giro del mondo.  Ha realizzato la serie televisiva Narcotica per il Tg3 e Raitre nel 2019 e nel 2020, esperienza su cui ha scritto un libro con lo stesso titolo, Narcotica, edizioni All Around, uscito nel dicembre 2020.

Daniele Gaglianone si è laureato in Storia e Critica del Cinema presso l’Università di Torino. Dai primi anni Novanta collabora all’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza. Nel 1998 ha collaborato alla sceneggiatura del film Così ridevano di Gianni Amelio, Leone d’oro alla Mostra di Venezia.  Nel 2000 ha sordito nel lungometraggio con “I nostri anni”, selezionato alla Quinzaine del festival di Cannes 2001. Nel 2004 il suo secondo lungometraggio “Nemmeno il destino” partecipa nella sezione Giornate degli Autori al Festival del cinema di Venezia. Nel 2008 ha presentato al Festival di Locarno il documentario sulla Bosnia “Rata nece biti – la guerra non ci sarà”. Nel 2009 ha vinto il David di Donatello come miglior documentario italiano. Pietro, il suo terzo lungometraggio di finzione, è selezionato nel concorso internazionale del Festival di Locarno 2010. Nel 2011 esce “Ruggine”, presentato alle Giornate degli Autori del Festival di Venezia così come “La mia classe”, nel 2013. Nel 2017 ha presentato al Festival di Locarno Granma, mediometraggio realizzato a Lagos insieme al regista nigeriano Alfie Nze. Al Torino FilmFestival del 2018 ha presenta il documentario Dove bisogna stare, nato dalla collaborazione con Medicine Sans Frontieres e distribuito nelle sale da ZaLab dal gennaio del 2019.

Cresciuta a Bruxelles, Serena Gramizzi si è laureata in Teoria del Cinema con una tesi sul regista Alberto Grifi all’Università di Bologna. Nel 2013 ha fondato la Bo Film, producendo film da lei prodotti sono stati mostrati in anteprima in importanti festival (Visions du Réel a Nyon, Thessaloniki Doc Festival, DMZ Docs a Seoul, Festival del Film di Roma, One World a Praga, Torino Film Festival, Kiev Human Rights Festival, Festival dei Popoli a Firenze, Al Jazeera Film Festival a Doha), distribuiti a livello internazionale da televisioni internazionali (France Télévisions, VRT, Press TV) e nazionale (RAI e Sky Arte). Tra i suoi successi produttivi anche “The Black Sheep”, il documentario di Antonio Martino che ha vinto l’edizione MyArt 2017.

Aldo Iuliano è un regista e disegnatore di fumetti. Per il cinema ha realizzato con il fratello sceneggiatore, Severino, ben 15 cortometraggi indipendenti, premiati in Italia e all’estero. Ha lavorato per Rai, Mediaset, Sky, ha diretto spot, videoclip, serie web, format tv. Il suo ultimo cortometraggio “Penalty” ha vinto il Globo d’oro 2017, è stato in cinquina ai Nastri d’Argento 2017, ha vinto il premio SIAE “Miglior cortometraggio” (I LOVE GAI) alla 74° Mostra del Cinema di Venezia, ha collezionato oltre 45 premi internazionali, è stato in Official Selection in quattro Festival del circuito Academy Awards ed è arrivato ad essere ufficialmente Elegible per gli Oscar 2018. Il film vanta la fotografia di Daniele Cipri’ ed il montaggio di Marco Spoletini.  È attualmente al lavoro sul suo primo lungometraggio dal titolo “Space Monkeys”, prodotto da Freak Factory e Raicinema, con protagonista Souad Arsane (attrice rivelazione ai César 2019).

Alessandro Grande è un regista e sceneggiatore, e insegna regia e Storia del cinema all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Ha vinto il David di Donatello con il cortometraggio “Bismillah” (2018), ed è entrato nella cinquina finalista dei 69° Nastri d’Argento con “Margerita” (2014); ha vinto il Premio Amnesty International, con il cortometraggio “In My Prison” (2011). Con i suoi ultimi tre lavori ha vinto oltre 150 premi nel Mondo. La sua opera prima “Regina” (2020), è stato l’unico film italiano in concorso al 38° Torino Film Festival.  Il suo ultimo corto, “Bismillah”, oltre a vincere il Premio David di Donatello 2018 come miglior Cortometraggio, ha vinto anche l’Italian Film Festival di Seoul (South Korea), il Festival Cinema Italiano de Madrid, il Kazan International Film Festival, il premio Amnesty al Giffoni International Film Festival. Nel 2020, il suo primo lungometraggio dal titolo “Regina” interpretato da Francesco Montanari e la giovane Ginevra Francesconi, è stato l’unico film italiano in concorso ufficiale al 38° Torino Film Festival. 

Mario Vitale ha iniziato la sua attività di regista realizzando diversi videoclip musicali come “Par Condicio”, trasmesso su RAI3 nel programma televisivo BLOB e “Thisorientamento” della band Dissidio, opera in 12 videoclip che compongono un vero e proprio film musicale. Dopo varie esperienze sui set, ha dirige il cortometraggio “Il Tuffo”, selezionato e premiato in prestigiosi festival internazionali. Nel 2015 partecipa al corto collettivo “Il Miracolo” presentato durante la 72a Mostra del Cinema di Venezia, alla 10a Festa del Cinema di Roma e vincitore di una Menzione Speciale ai Nastri d’Argento. Nel 2016 realizza il cortometraggio “Fatima” che è stato presentato presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo e ha vinto il premio Miglior Cortometraggio allo Scilla Film Festival. “Prenditi Cura di Me”, il suo cortometraggio, riconosciuto come Film d’Essai dal MIBAC, è stato nella Selezione Ufficiale dei David di Donatello e dei Nastri d’Argento 2019. Ha appena finito di girare il suo primo lungometraggio dal titolo “L’Afide e la Formica” prodotto da Indaco Film con Beppe Fiorello e Valentina Lodovini.

I premi della quarta edizione saranno dedicati a Sarah Maldoror e Shady Habash

Per l’edizione 2020 il MyArt Film Festival dedica il premio come miglior documentario alla regista di origini africane Sarah Maldoror e pari a 3.000 euro, conferito dal Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per i minori stranieri non accompagnati (Siproimi).

Sono ammessi film documentari della durata minima di 60 minuti, su tematiche relative alla tutela dei diritti umani, con particolare attenzione ai fenomeni migratori e al rispetto delle libertà fondamentali dell’uomo (espressione, religione, genere, orientamento sessuale, etnia, etc).

Intitola inoltre il premio come miglior cortometraggio al video maker egiziano Shady Habash e pari a 1.500 euro conferito dalla Fondazione Migrantes.

Sono ammessi cortometraggi di fiction della durata massima di 30 minuti,  su tematiche relative alla tutela dei diritti umani, con particolare attenzione ai fenomeni migratori e al rispetto delle libertà fondamentali dell’uomo (espressione, religione, genere, orientamento sessuale, etnia, etc).

La deadline per iscriversi alla quarta edizione e concedersi l’opportunità di aggiudicarsi i prestigiosi premi scade il 31 ottobre 2020.

Rimangono ancora aperte le iscrizioni al MyArt Film Festival 2020

Sono prorogate al 31 ottobre le iscrizioni alla quarta edizione del MyArt International Film Festival, il festival di cinema indipendente che si svolgerà a Cosenza dal 9 al 12 dicembre 2020.

Il Festival, organizzato dal 2017 dall’Associazione Culturale Multietnica “La Kasbah” Onlus di Cosenza, promuove la tutela dei diritti umani attraverso il cinema.

Possono partecipare alle sezioni in competizione, film e video – preferibilmente in anteprima italiana – prodotti dopo il primo luglio 2018. I film candidati possono essere iscritti alle seguenti tre sezioni:

Concorso documentari

Documentari (durata minima 60 min.) su tematiche relative alla tutela dei diritti umani, con particolare attenzione ai fenomeni migratori e al rispetto delle differenze (religione, genere, orientamento sessuale, etnia, etc).

Il vincitore della sessione documentari si aggiudicherà il Premio Sprar/Siproimi dedicato a Sarah Maldoror (€ 3.000 in denaro).

Concorso cortometraggi

Cortometraggi di fiction (durata massima 30 min.) su tematiche relative alla tutela dei diritti umani, con particolare attenzione ai fenomeni migratori e al rispetto delle differenze (religione, genere, orientamento sessuale, etnia, etc).

Il vincitore della sessione cortometraggi si aggiudicherà il Premio Fondazione Migrantes dedicato a Shady Habash (€ 1.500 euro in denaro).

Fuori Concorso

Anteprime e/o opere recenti di registi affermati, film acclamati dalla critica o premiati nei maggiori festival internazionali su tematiche relative alla tutela dei diritti umani, con particolare attenzione ai fenomeni migratori e al rispetto delle differenze (religione, genere, orientamento sessuale, etnia, etc).

La call per la candidatura di documentari e cortometraggi è stata prorogata di un mese e si chiuderà dunque il 31 ottobre 2020.

Per iscrivere i film è necessario compilare la scheda d’iscrizione sul sito www.myartfilmfestival.com e inviare il film in lingua originale (sottotitolato in italiano) all’indirizzo submit@myartifilmfestival.it con user e password, seguendo le modalità indicate nell’entry form.

Prorogate le iscrizioni al MyArt Film Festival 2020

Sono prorogate al 30 settembre le iscrizioni alla quarta edizione del MyArt International Film Festival, il festival di cinema indipendente che si svolgerà a Cosenza dal 9 al 12 dicembre 2020.

Il Festival, organizzato dal 2017 dall’Associazione Culturale Multietnica “La Kasbah” Onlus di Cosenza, promuove la tutela dei diritti umani attraverso il cinema.

Possono partecipare alle sezioni in competizione, film e video – preferibilmente in anteprima italiana – prodotti dopo il primo luglio 2018. I film candidati possono essere iscritti alle seguenti tre sezioni:

Concorso documentari

Documentari (durata minima 60 min.) su tematiche relative alla tutela dei diritti umani, con particolare attenzione ai fenomeni migratori e al rispetto delle differenze (religione, genere, orientamento sessuale, etnia, etc).

Il vincitore della sessione documentari si aggiudicherà il Premio Sprar/Siproimi dedicato a Sarah Maldoror (€ 3.000 in denaro).

Concorso cortometraggi

Cortometraggi di fiction (durata massima 30 min.) su tematiche relative alla tutela dei diritti umani, con particolare attenzione ai fenomeni migratori e al rispetto delle differenze (religione, genere, orientamento sessuale, etnia, etc).

Il vincitore della sessione cortometraggi si aggiudicherà il Premio Fondazione Migrantes dedicato a Shady Habash (€ 1.500 euro in denaro).

Fuori Concorso

Anteprime e/o opere recenti di registi affermati, film acclamati dalla critica o premiati nei maggiori festival internazionali su tematiche relative alla tutela dei diritti umani, con particolare attenzione ai fenomeni migratori e al rispetto delle differenze (religione, genere, orientamento sessuale, etnia, etc).

La call per la candidatura di documentari e cortometraggi è stata prorogata di un mese e si chiuderà dunque il 30 settembre 2020.

Per iscrivere i film è necessario compilare la scheda d’iscrizione sul sito www.myartfilmfestival.com e inviare il film in lingua originale (sottotitolato in italiano) all’indirizzosubmit@myartifilmfestival.it con user e password, seguendo le modalità indicate nell’entry form.